La Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di TorinoVentinove aziende ed enti associati, oltre trenta interventi realizzati, più di venti milioni di euro investiti, tanto impegno e professionalità dedicati con spirito imprenditoriale, una serie di pubblicazioni sui restauri effettuati, una filosofia operativa consolidata: questa è la Consulta, una concreta e ormai affermata risposta alle necessità del patrimonio culturale torinese. La Consulta è sorta nel 1987 dall’incontro di alcuni privati cittadini, attivi in alcune importanti aziende torinesi, animati dalla comune e tenace volontà di fare qualcosa di concreto a favore della città. In quel periodo la realtà strutturale dei beni culturali presentava alcuni aspetti di criticità: le Soprintendenze riuscivano solo parzialmente a far fronte alle esigenze più urgenti, causa la mancanza di fondi adeguati; inoltre le richieste di sponsorizzazione alle aziende erano molto numerose, ma spesso scoordinate e qualitativamente disomogenee: era necessario, quindi, un approccio manageriale che sviluppasse precise analisi, individuando priorità e realizzando interventi. La Consulta si è data così, secondo l’articolo due del suo Statuto, l’obiettivo di contribuire a migliorare la situazione del patrimonio culturale torinese, organizzando iniziative a beneficio di tali beni, da finanziarsi con il concorso di tutti gli associati o di alcuni di essi e, eventualmente, con il concorso di terzi. La Consulta si è caratterizzata fin dall’inizio per alcune precise modalità operative: lo Statuto prevede un’organizzazione snella ed efficace; il Presidente è affiancato da un comitato direttivo, coadiuvati da un tesoriere e da un segretario, eleggibili ogni tre anni.
Per selezionare le proposte di intervento, per seguire i cantieri in corso e per formulare una strategia di comunicazione, sono state istituite tre commissioni: una tecnica, una per la comunicazione e una finanziaria, supportate dalla consulenza specialistica e continuativa di una storica dell’arte. Le scelte sono effettuate su decisione unanime dei soci, in base a quattro criteri: - rilevanza e urgenza dell’intervento; - rapidità e certezze autorizzative di realizzazione; - cadenza annuale o biennale; ritorno di immagine.

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